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Visualizzazione dei post con l'etichetta Interpretazione

Costruire la personalità di un personaggio

Questo post vuole essere una breve sintesi dei passaggi che portano un personaggio dall'essere una semplice manciata di statistiche ad essere un qualcosa di facilmente giocabile. So che molti di quelli che hanno difficoltà ad interpretare hanno anche la sindrome della pagina bianca. Loro vorrebbero scrivere il background, caratterizzare il loro personaggio, solo che davanti al foglio di word processor bianco non sanno cosa fare. Io credo che le due cose siano in realtà collegate in quanto interpretare diventa più facile se a fronte di uno stimolo sai come dovrebbe reagire il personaggio. Il processo creativo non è demandabile ad altri. L'idea di chiedere all'amico di turno un aiuto per scrivere il carattere e il background del personaggio, che porta spesso ad accettare tutti i suggerimenti dell'amico, non è utile. continua Quando si partecipa ad una tappa del campionato GDR ci si trova di fronte a personaggi che hanno già il carattere e il background preparato....

Interpretare un Deva

Come ogni anno Play si avvicina e per me, negli ultimi anni, essa coincide con l'occasione per giocare al torneo organizzato dal gruppo chimera . Nei tornei del gruppo chimera c'è la possibilità di produrre (seguendo un sottoinsieme delle regole) i personaggi con cui si giocherà. Io l'ho sempre trovato corretto (il gioco di ruolo prevede che sia tu a farti il personaggio) ed in più è una bella sfida per chi ha velleità di ottimizzatore. I limiti imposti infatti dal regolamento ti obbligano a costruire un party attorno ai quei limiti e gli infiniti siti di ottimizzazione sono inutili (sono pochissime le cose utili). A questo punto penserete che ho scritto un titolo e poi il post parla di un'altra cosa. In realtà a breve raggiungerò il tema proposto nel titolo. Quello che io sono solito consigliare per la creazione di un personaggio è il seguente: prima pensa al background e al carattere e poi su quello costruisci il personaggio. Questo non è ovviamente l'unico modo...

Coadiuvare il restare in gioco

Il titolo italianeggia il termine in game  che rappresenta la capacità del gruppo di giocatori di agire e raccontare le gesta del proprio personaggio senza pasticciare il tutto inserendo elementi fuori dal gioco (come parlare della partita o anche mischiare le conoscenze del giocatore con quelle del personaggio). Conosco persone che mi guardarebbero con sguardo severo e perplesso se dicessi che trovo accettabile descrivere le azioni del personaggio in terza persona. Del resto, anche se preferisco l'interpretazione in prima persona, comprendo che per alcuni individui sia difficile agire in un certo modo. Detto questo, mi irrita un po' vedere partite giocate come se i personaggi non fossero altro che pedine su un tavolo da gioco. Chi ha visto abbastanza del mondo dei giochi di ruolo sa che c'è un momento in cui si è spaesati (sia come giocatori che come master) nei confronti del gioco di ruolo. Spesso e volentieri è più facile capire come si gioca, giocando con qualcuno ch...

Background che portano benefici

In dungeons and dragons , prima con la quarta edizione e in futuro con la prossima edizione ossia d&d next , è stata data la possibilità ai giocatori di scegliere un background da una lista che, oltre ad indicare una peculiarità che dovrebbe influenzare il roleplay, permette di guadagnare qualche bonus da applicare al proprio PG. In quarta, in particolare, alcune ambientazione hanno introdotto background che danno determinati vantaggi in base ad esempio alla nazionalità. Ad ogni modo, che il vantaggio sia piccolo o grande, un buon power player o un ottimizzatore che si rispetti, non si farebbe mancare questo vantaggio. Pur essendo certo della buona intenzione di mamma wizard, alcuni giocatori sfruttano questa peculiarità regolamentare solo per il vantaggio ignorando l'aspetto puramente legato gioco di ruolo. Ultimamente nella stagione di encounter ho sentito che è stata introdotta la possibilità di scegliere il background da una lista di 3, nessuno dei quali particolarme...

Recensione di The Game Master

Oggi mi sono imbattuto tramite un giro strano in un'opera veramente interessante su come organizzare il gioco di ruolo al tavolo. La cosa mi ha talmente preso che non posso aspettare a condividere con voi le mie impressioni su questa opera. Come su questo blog, anche su altri siti si trovano suggerimenti e consigli per gestire al meglio il tavolo di gioco. Questo libro è invece un opera completa fatta da un giocatore per i giocatori che può essere intesa come una sorta di spillo per fissare le idee ed averle a portata di mano. Mi sto riferendo all'opera indicata nel titolo: The Game Master che potrete scaricare gratuitamente in pdf o in epub . Prima di andare in dettaglio sul libro in questione, volevo sottolineare che il fatto che questo ebook sia distribuito gratuitamente, non implica che sia di bassa qualità. Nemmeno vuol dire che l'autore non sia consapevole di aver fatto un buon lavoro, infatti egli distribuisce il suo lavoro con lo strumento della donazione e qui...

Velocizzare D&D 4th secondo mamma Wizards

Ieri è stato postato dalla Wizards per il solito Rules of three , un articolo in cui risponde alle domande dei suoi clienti. Gli ho dato un'occhiata come faccio di solito ed ho visto che la prima domanda riguardava la quinta edizione , quindi ho pensato che sarebbe stato interessante fargli eco per chi non ha troppa dimestichezza con la lingua inglese. Arrivando però a leggere l'ultima domanda ho capito che dovevo commentarla a tutti i costi. L'ingenua domanda è: "Come è possibile velocizzare D&D 4th edition in modo da gestire sessioni da 2 o 3 ore al massimo?" La risposta è qualcosa che non mi sarei mai e poi mai aspettato. Ci tengo a precisare che il problema delle tempistiche in D&D 4 non è cosa da poco e anche su questo blog sono stati postati dei suggerimenti . Ma vediamo la risposta dei geniacci della Wizards: "Shift the focus away from combat, and more onto exploration and interaction. Combat is the most rules-heavy portion of the game, a...

Le motivazioni dei PG

Quando ho iniziato la campagna WOTBS per il mio gruppo di gioco ho cercato di invogliare i giocatori alla creazione di un buon party sia dal punto di vista della potenza espressa (per velocizzare i combattimenti) sia dal punto di vista del background. La situazione iniziale della campagna prevedeva che i personaggi possano non conoscersi, ma ho ritenuto fosse meglio che si conoscessero almeno a gruppetti. Infine, se volevamo iniziare questa campagna era necessario che i personaggi avessero delle motivazioni che li spingessero a dare il via alla trama. Se avete seguito il link sopra o l'avete letto a suo tempo, l'avventura in questione (la prima del ciclo di 12) poneva i giocatori di fronte a situazioni in cui, rispetto alle motivazioni iniziali, potevano dire di no e questo mandava un po' in bambola l'avventura (leggi: il master doveva aggiungere il mancante). Questa premessa mi permette di riflettere sul ruolo delle motivazioni all'interno del gioco e su come e...

Temi e Background per il background

Con l'introduzione prima dei background e poi dei temi la quarta edizione ha cercato di forzare la mano e spingere ulteriormente i giocatori all'uso del Background. In generale dal punto di vista tecnico, scegliere di non avere un background o un tema è sempre svantaggioso per cui il giocatore vorrà avere un background e un tema. Dell'argomento ha parlato tempo fa dungeonmaster qui , la somma sintesi per chi non conosce l'inglese ve la posto qui sotto: "Visto che scegliere il background e il tema rende il personaggio più forte, fin dall'inizio abbiamo un'idea chiara del background del personaggio. Questo aiuta a costruire la storia." Detto questo l'articolo poi si perde con alcuni consigli home ruled che non sono adatti al discorso che voglio fare oggi. Quello che ritengo sbagliato in questo sistema è pensare che dei bonus che rendono più forte il personaggio possano portare qualcuno che non ha intenzione di fare un background coerente a far...

Confronto tra elfi oscuri (drow) e altre tipologie di elfi

L'altra sera parlavo di elfi oscuri con alcuni amici, in particolar modo discutevamo di come tanti siano attratti da questa razza. Personalmente credo che i romanzi su Drizzt abbiano fatto la loro buona opera di seduzione per conto degli elfi oscuri. Dal mio punto di vista invece ho sempre trova poco adatto al role play usare una razza che, considerando un'avventura non studiata ad hoc per quella razza, per la maggior parte del tempo deve celare la sua identità e per il resto del tempo interagisce con PNG diffidenti. Aggiungiamoci che in generale avrà problemi a relazionarsi con anche qualche membro del gruppo e questo è sufficiente a farmelo normalmente scartare. Eppure, nonostante questa premessa, ho giocato un elfo scuro ai tempi di AD&D, era un'avventura ambientata nell'underdark e il master, stanco di non poter giocare con queste razze "cattive", aveva deciso di offrire la giusta avventura per utilizzarle. La cosa che mi aveva stupito allora era che ...

Mostri che fanno i mostri

Al tavolo da gioco si trovano le tipologie di giocatori più disparate, ognuna con i suoi pregi e con i suoi difetti. Quando però si parla di mostri quasi tutte le tipologie hanno una cosa in comune: sanno di cosa si parla . Ci sono quei giocatori che semplicemente, facendo anche il master, conoscono a livello tecnico quasi tutti i mostri (io venivo riconosciuto come uno di questi ai tempi di AD&D ), altri semplicemente hanno giocato così a lungo che sanno a occhio riconoscere l'orco standard che possono sconfiggere con un colpo o che devono evitare come la peste. Ci sono poi quelli che forse non conoscono dal punto di vista tecnico il mostro in se, ma che possono sospettare qualcosa (un lupo mannaro? Servono armi d'argento!). Tutta questa conoscenza toglie molto, a mio avviso, dal punto di vista del gioco. Se i giocatori sono bravi ad interpretare possono far finta di non sapere che l'orchetto sarà ucciso in un colpo e quindi discutere un po' se sia veramente il...

E il chierico entrò nel villaggio

Sono sicuro che nessuno farebbe caso al fatto che bene o male, in ogni paese sperduto di una ambientazione fantasy ci sia almeno un tempio. Questo è un errore di percezione dovuto al fatto che tutti noi abbiamo a disposizione una chiesa o più in generale un luogo di culto vicino a casa. Se pensiamo al medioevo ci viene in mente che spesso i borghi crescevano e prosperavano attorno ad una chiesa. Ma non è detto che sia così. Se pensiamo alla formazione di un villaggio, in genere esso nasce senza strutture religiose e solo se la comunità cresce di numero potrebbe formarsi un paese che potrebbe attirare un qualche tipo di culto per gestire i fedeli. Oggi vorrei esaminare cosa succede quando questo tipo di elemento di gioco viene introdotto in un'avventura e dare qualche spunto di utilizzo. Per prima cosa occorre stabilire il motivo per cui in questo villaggio non ci sono strutture religiose. I casi sono in genere quattro: Il villaggio è troppo giovane per averne una Il villaggio è...

Recensione di Avventure in prima serata

Da molto tempo ho intenzione di provare in prima persona quello che da molti è consideato l'esempio della rivoluzione del mondo dei giochi di ruolo. Sto parlando di Primetime adventure o come viene tradotto di Avventure in prima serata . Ho avuto la fortuna di parlare con persone che sono state entusiaste di questo gioco di ruolo, alcune hanno addirittura dichiarato che questo modo di fare GDR è proprio quello che ha sempre cercato. Io vi anticipo che sono un po' perplesso. Il gioco di ruolo alla vecchia maniera è formato per lo più da un narratore ed è incentrato sui personaggi. I manuali di gioco contengono le regole per fare il personaggio e il modo in cui il personaggio incrementa i suoi poteri. Il peso della sessione di gioco è quindi quasi tutto sulle spalle del narratore che oltre a dover gestire le regole e la sessione, deve anche preparare il materiale a casa. Il mondo del gioco di ruolo però si sta muovendo verso la consapevolezza che questo sistema sia sbagliato...

Questa avventura è troppo piccola per tutti voi

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Sia che usiate le avventure in commercio (o più in generale quelle fatte da altri) sia che scriviate le vostre storie, vi potreste trovare nel brutto impiccio di dover gestire un gruppo inadatto al numero richiesto di avventurieri. Rare volte il numero di giocatori decresce, più spesso il numero si incrementa considerato che la categoria dei master è formata da un numero esiguo di strani individui. Con questo post cercherò di raggruppare un po' di consigli per gestire questa condizione nei vari ambiti dell'avventura. Normalmente la soluzione migliore per ribilanciare un numero di giocatori troppo basso è quello di aggiungere,per ogni PG necessario, un PNG che li aiuti . Questo PNG deve essere più scarso dei PG ma non così scarso da non essere utile, in più dovrebbe essere un bersaglio secondario dei nemici. In alternativa potreste velocizzare l'acquisizione di oggetti magici. Quando invece i giocatori sono di più gli accorgimenti devono essere studiati meglio. Scontr...

La progressione dei PX in D&D 4th edition

Nella quarta edizione, così come nelle precedenti, i punti esperienza si danno dividendo un mucchio di PX relativi o ad uno scontro o ad una skill challenge. Come si evince subito, non c'è un sistema di punti esperienza per l'interpretazione. Possiamo provare ad indovinare cosa abbiano pensato chi ha realizzato il gioco al riguardo, ma non potremmo mai esserne sicuri. Ad ogni modo il sistema è questo, non ci piace? Ci sono altri sistemi con regole diverse. Chi come me ha giocato per anni a GDR sa che si inizia con un gioco e poi lo si trasforma. Si inseriscono home rules, si cambia quello che non ci piace, si aggiunge quello che riteniamo manchi. Chi non lo ha fatto almeno una volta non ha cuore. Ci possiamo però chiedere se sia giusto farlo. Alla fine non si giocherà a D&D (o qualunque sistema modificato) e un po' si farà torto all'essenza del gioco. Nella mia lunga carriera di master ho iniziato seguendo a dovere le regole, poi mi sono imbattuto nel game networ...

C'è un destino epico dentro di voi

Per come gioco io a dungeons and dragons  e per come ho sempre giocato, personaggi di livello alto non sono normalmente i protagonisti della storia. Un mio amico mi diceva come sia frustante iniziare dal primo livello tante volte e poi, quando si raggiunge il 10° o giù di lì, si cominci una nuova campagna ripartendo da zero. Ci sono vari motivi che stanno dietro a questa condizione che ritengo abbastanza comune: Partire dal primo livello e arrivare al 30° può occupare molto tempo di gioco e alle volte si desidera provare qualcosa di diverso Scrivere avventure che non vengano distrutte dalla potenza dei PG a livello epico è molto difficile. La Wizards stessa non sta facendo uscire materiale adatto a quel livello Con il vecchio Advanced ma anche con la 3a edizione , un personaggio di 20° livello aveva poteri quali desiderio e oggetti magici tali da rendergli possibile fare qualunque cosa. In una situazione del genere risulta molto difficile trovare o scrivere un'avventura in gr...

Il roleplay in D&D

Se chiediamo in giro che livello di roleplay ci sia in D&D molti risponderanno che D&D non è un vero gioco di ruolo. Qualcuno sosterrà che un gioco di miniature, altri che è un gioco di combattimenti. Su questa diatriba, normalmente alimentate da minoranze che usano altri sistemi, si infiammano thread sui forum in giro. Io invece voglio provare a dimostrare che nella quarta edizione, più che nella 3a o in pathfinder, è stata posta grande attenzione al gioco di ruolo. La mia tesi è che la ricerca di dettagliare al massimo, per evitare incongrenze o problemi, le regole di risoluzione (combattimento, skill, azioni, magie, poteri, etc. ect. ect) abbia portato ad un numero cospicuo di pagine di regole rendendo il rapporto pagine di regole/pagine di roleplay svantaggioso per quest'ultimo. Nonostante ciò ritengo che la somma delle pagine spese da mamma Wizards per parlare di roleplay sia maggiore di ogni altra edizione e anche di molti sistemi ritenuti più interpretativi. Partia...

Quanto sono brutte le skill challenge

Come potete scoprire facilmente con uno dei link in fondo a questo blog, sto masterizzando la campagna di War of the burning sky ai miei amici. Alla fine della prima avventura provvederò a dare una mia valutazione dell'insieme, ma oggi mi voglio un po' sfogare su quanto sia accaduto lunedì scorso. Seguiranno informazioni sull'avventura, quindi chi non vuole rovinarsela è meglio che non legga oltre. Il punto in cui stanno giocando i miei giocatori è quello in cui devono affrontare Shealis per la questione dei documenti. Chi ha letto l'avventura sa che sono previsti 3 diversi approcci all'incontro, due sono scontri diretti con la maga, il terzo è una skill challenge diplomatica che in caso di errore porta allo scontro. I miei giocatori hanno approcciato la tecnica della diplomazia ed hanno interpretato. Normalmente il buon senso mi avrebbe detto di giocarmela sapendo bene quali erano le leve che funzionavano su Shealis, ma sotto agli occhi avevo questa dannatissima...

Interpretare gli elfi

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Io ho un elfo come personaggio di D&D . L'ho scelto perchè come ottimizzazione con il ranger ci stava bene e volevo staccarmi dal mio solito mezzelfo ispirato da Gli eredi di Shannara o dall'umano. L'ho interpreto un po' spocchioso: vede le altre razze come degli inferiori ed è incapace di relazionarsi agli altri senza sembrare offensivo. Il mio elfo ha un carisma basso... L'elfo che interpreto è mal visto dalla sua gente, ha un amore perduto e affronta i suoi avversari inseguendo un sogno divino che forse gli darà pace, dopo la morte. Il mio elfo, usa uno stile di combattimento che prende ispirazione dalla flora del bosco. Mischiando una canzone dei nomadi, con lo stereotipo dell'eroe romantico, il mito di Adone e Garet Jax di Shannara, ho ottenuto un buon personaggio, ma non riesco a dargli un tocco elfico. Forse sto perdendo la sfida all'interpretazione di questa razza. Credo che occorra quindi fare un viaggio nel mondo degli elfi per capire fino in...

Consigli BG, Interpretazione e tecnica per i tipi di D&D

Nel manuale del master di D&D 4th edition compaiono per la prima volta nella serie (a meno di non ricordare male) alcuni consigli. Pensati per il DM e relativi a cosa tenere a mente quando si hanno al tavolo alcune tipologie di giocatori credo che possano essere sfruttati anche in altro modo. Le tipologie di giocatori presentate erano: Actor , Explorer , Instigator , Power Gamer , Slayer , Storyteller , Thinker e Watcher . Pensare anche solo ipoteticamente che ogni giocatore possa rientrare in una di queste categorie è pura pazzia, sarebbe come scatenare una nuova guerra del tutto simile a quella sugli allineamenti. E' altrettanto sbagliato in questo contesto ritenere che esse siano del tutto campate in aria. Qualche anno fa online c'era un test che definiva lo stile di gioco di un giocatore di giochi di ruolo (se volete farlo è qui ). Quando lo feci risultai così: Method Actor 92% Tactician 83% Specialist 83% Storyteller 67% Power Gamer 50% Butt-Kicker 33% Casual Gam...